Molestie sul lavoro al centro del progetto Alternanza scuola-lavoro

21/12/2018

Prevenire le molestie in ambito lavorativo sin dall'Alternanza scuola-lavoro. Questo l’obiettivo dell’incontro svoltosi venerdì 14 dicembre all'Istituto Aulo Ceccato organizzato dalla Consigliera di Parità della Provincia di Vicenza e su proposta di Logika di Rosanna Bonollo con il patrocinio dell’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Thiene. Perché la prevenzione sulla discriminazione di genere non termina con la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Il laboratorio condotto da Cristina Martini, media educator e ricercatrice del gruppo ProsMedia dell’Università di Verona, e Arianna Bigarella, psicologa e psicoterapeuta, è stato un momento informativo e formativo rivolto alle studentesse e agli studenti della quarta superiore che si stanno preparando per affrontare il periodo di Alternanza scuola-lavoro spiegando attraverso l’educazione ai media con la mediazione di una psicoterapeuta la discriminazione, prevaricazione e possibile disagio. L’intervento va ad affiancarsi agli incontri sulla sicurezza e sul benessere lavorativo per porre l’attenzione su una tematica grave e spesso giustificata: le molestie e i ricatti sessuali nei luoghi di lavoro e di studio.

A introdurre l’evento è stata Grazia Chisin, Consigliera di Parità della Provincia di Vicenza, con un focus sulla normativa sulle molestie sul lavoro, con alcune indicazioni ai partecipanti rispetto ai riferimenti da contattare nel caso siano vittime o testimoni di molestia, e l’iter previsto dalla normativa: «Nel caso di presenza di “molestia” dopo aver accertato il caso effettivamente successo si convocano le parti – spiega Chisin –, si suggeriscono all’azienda  alcuni interventi , un “codice di condotta”, con la sottoscrizione dell’accordo quadro per la prevenzione delle molestie e violenza nel luogo di lavoro». Quello che si vuole creare in ogni realtà è l’organizzazione di assemblee del personale per informare dell’esistenza di alcune regole sul comportamento, l’intervento con il medico aziendale per approfondire gli effetti collaterali dello stress da lavoro correlato, coinvolgere Spisal e ITL per le proprie competenze,  fino a suggerire, nel caso di grandi aziende, di dotarsi della figura della consigliera di fiducia. Come Pubblico Ufficiale, la Consigliera di Parità ha l’obbligo di informare la Procura se i casi a cui viene a conoscenza sono gravi, altrimenti la richiesta di un incontro  con l’azienda ha la finalità di individuare un percorso per la rimozione degli eventi insorti e un miglioramento dell’ambiente lavorativo.

Cristina Martini, che ha curato i contenuti e ha condotto l’incontro, spiega: «il percorso nasce come una proposta nuova nel suo genere perché ha l’obiettivo di raggiungere ragazzi e ragazze che – grazie all'alternanza scuola lavoro – si approcciano per la prima volta al mondo del lavoro. Il percorso formativo vuole coinvolgere ragazzi e ragazze con linguaggi a loro affini in una riflessione attorno ai temi del “consenso”, delle giustificazioni, degli stereotipi e pregiudizi veicolati dai media, del linguaggio intriso di discriminazioni e delle emozioni che emergono a questi casi che sono spesso difficili da riconoscere, esternare e denunciare.»